Una economia nuova
politica e società - 10/04/2020 - CDA

Oggi si discute di tutto e ognuno propone le proprie ricette per uscire dalla crisi del secolo, che investe tutti gli aspetti della vita sociale, essendo una crisi morale, economica e spirituale.
Noi cerchiamo di affrontare queste tematiche, anche se è molto difficile parlarne, data la confusione, generata da un eccesso di informazione, che ha il solo obiettivo di manipolare le persone e indurle ad accettare le decisioni del potere.
Esiste un grosso problema: quello di superare l'attuale sistema socio-economico.
Gli altri problemi, i diritti civili, sono spesso fittizi, di nessuna rilevanza e servono a spaccare e indebolire la società.

Deve essere chiaro che il neoliberismo, al pari di altre terribili e devastanti ideologie, deve essere bandito, mentre il capitalismo, così come lo abbiamo conosciuto, superato.
La finanza e la speculazione in una economia civile, non predatoria non avrebbero motivo di esistere.
Non si scaldi e non si turbi chi sostiene questo sistema questa e un'economia marcia, perché gli fa comodo.
Il prezzo da pagare per un'economia marcia e non a misura d'uomo è già alto e lo diventerà sempre più in futuro.
Pensiamo al debito pubblico. Ci dicono che occorre pagarlo, ma le persone di buon senso dicono che nessun paese potrà mai farlo e nessuna società sarà mai libera dal giogo del debito.
Quel che i cittadini producono serve in gran parte a pagare gli interessi prodotti dal debito pubblico.

Oltre a ciò il tipo di economia basato sul consumismo è irrazionale e non sostenibile da un punto di vista delle risorse sia della terra e sia umane. Dall'economia del consumo, retta dall'assioma Consumare per consumare - Produrre per produrre, si deve passare a una economia retta dall'assioma Produrre secondo necessità.
Nell'economia attuale è necessario il consumo sia continuamente sostenuto, alimentando nuovi bisogni, ad esempio attraverso la pubblicità, mentre il ciclo di vita di un prodotto viene ridotto al minimo possibile.
L'economia attuale ha lo scopo di trarre il massimo profitto dalla produzione, dando il meno possibile, sia in termini di qualità e sia come reddito ai lavoratori, in un una economia alternativa dovrebbe essere il contrario.

Occorre che i mezzi di produzione siano il più possible socializzati e si passi dal sistema competitivo a quello cooperativo.
L'obiettivo non sarà l'accumulo di capitale, ma assicurare all'umanità i prodotti di cui ha bisogno nel modo più razionale possibile, senza sprechi e in modo egualitario.
L'arricchimento illimitato, che tanto male ha fatto al mondo, non sarà più permesso.
In uno spirito collaborativo e cooperativo, nel rispetto, popoli con identità diverse vivranno in pace, colorando il mondo, che oggi una minoranza vuole rendere, piatto e grigio.

Occorre introdurre l'etica nell'economia e nella ricerca scientifica, dato non tutto quel che è umanamente possible è auspicabile realizzare.
Si pensi ad esempio all'eugenetica, ai figli in provetta che mercificano la vita e violano il diritto naturale dei bambini ad avere i loro genitori naturali.