Cina e controllo sociale: al di là di ogni immaginazione
politica e società - 10/05/2020 - CDA

Quel che accade in Cina va al di là di ogni immaginazione e racconto distopico, se non uno della serie Black Mirror, la puntata intitolata Nosedive, in cui si racconta di una società in cui lo status sociale ed eventuali privilegi, dipendono da un sistema di consensi, simile ai like di un social network.

 

In realtà quel che viene attualmente  sperimentato in alcune città della Cina sembra proprio ispirato a questo famoso racconto! 
Si chiama Certificato di Affidabilità e il governo cinese intende estenderlo su scala nazionale.
A ogni individuo viene assegnato un punteggio di partenza di 1000 punti, che può crescere o diminuire in base alle azioni positive o alle infrazioni dei cittadini.

Ad esempio, se doni il sangue o segnali alla polizia un malfattore, il tuo credito sale, mentre se compi un’infrazione, come gettare un fazzolettino di carta a terra o attraversare col rosso, il tuo credito può diminuire anche di 100 punti.

Quindi bastano poche leggere infrazioni per scendere sotto un livello in cui il cittadino viene ritenuto inaffidabile, e allora le tue libertà individuali sono diminuite: non puoi prenotare un biglietto aereo o viaggiare in treno, accedere a un mutuo per la casa, comprare un’auto o a quelli che in Cina sono considerati beni di lusso, e in alcuni casi il tuoi risparmi vengono bloccati (quelli che sono favorevoli all’abolizione del contante riflettano!).

Come recita il manifesto del governo cinese il Certificato di Affidabilità serve a Consentire ai cittadini affidabili di fare ciò che vogliono e impedire a quelli inaffidabili di fare un solo passo.

Chi scende oltre un limite viene inserito nella cosiddetta lista nera e il volto mostrato in schermi elettronici posti nei luoghi pubblici.

In un video realizzato da una televisione francese si racconta la storia di due donne che sono state inserite nella lista nera per aver protestato contro l’esproprio di un appartamento.
Esse non possono viaggiare in treno o aereo, hanno i risparmi congelati, i loro figli non possono frequentare una scuola privata. 
Quando hanno protestato per questo trattamento sono state punite con una ulteriore diminuzione del loro punteggio sociale.

Tutto questo è favorito da un imponente sistema di videosorveglianza: la Cina, che già ha il più altro numero di videocamere di sorveglianza, conta di arrivare alla fine del 2020 a 300 milioni di videocamere installate.

Grazie al sistema di riconoscimento facciale avanzato, i cinesi sono stati in grado di costruire speciali occhiali, indossati da agenti, i quali possono vedere i dati della persona osservata.
E c’è ancora di più!
Grazie all’intelligenza artificiali  alcuni ricercatori cinesi stanno mettendo a punto un sistema in grado di scandagliare i social network e riconoscere dai contenuti pubblicati comportamenti a rischio!

E’ questo il futuro distopico che ci attende?
E’ molto probabile che il mondo si avvii a una dittatura globale basata su censure (con la complicità dei social network) e controllo sociale, attuato mediante le nuove tecnologie.
Ci chiediamo se questo non ha già una data e un evento preciso: il 2020 e la pandemia di coronavirus.

Noi ne parlavamo ancor prima del 2020 nei nostri post, segnalando, anche in Italia, l’ossessione del governo che, con pretesti di vario genere, desiderava un maggiore controllo sociale e la censura nei social network.
Con la pandemia tutto questo si è iniziato a realizzare con maggiore decisione.