Per Open Democracy è tempo di passare alla fase 2, l'abolizione della famiglia
nuovo ordine sociale - 26/05/2020 - Eugenia Fausta Bianca Massari

Per Open Democracy, organizzazione finanziata da Ford Foundation, Atlantic Philanthropies, Rockefeller Brothers Fund, Joseph Rowntree Charitabl, George Soros, è tempo di abolire la famiglia naturale.
Un articolo espressione del solito potere desideroso di distruggere le nazioni per asservirle e imporre un nuovo ordine sociale e quindi diretto a persone labili, il cui senso critico è stato annullato, preparate da anni dai mass media a reperire il messaggio.
Sovvertire l'antropologia umana, negare l'evidenza, la realtà, sfruttare i mass media per fornire una visione fittizia della realtà, dove appunto l'uomo etero, violento, assassino, mostro, è causa dei mali della società.
Si capisce perché in questi anni i mass-media hanno alterato in ogni modo i dati sulla violenza domestica, esagerandoli e distorcendoli, fino a dare la sensazione che la famiglia fosse un inferno e non il luogo dove i figli,  da generazione in generazione, dall'alba dei tempi, hanno trovato protezione, amore e affetto. 
La famiglia in cui il padre ha un ruolo per questo deve essere demolita!
Le leggi sulla famiglia e sulla genitorialità, il clima volutamente creato, spinge all'odio tra i sessi a produrre una spaccatura sempre più profonda. 
Le generazioni recenti sono cresciute in famiglie divise e gli effetti a livello psicologico sono disastrosi nei giovani di oggi.
La prima causa di morte nei minorenni è oggi nei paesi occidentali il suicidio.
La depressione e le malattie mentali non sono mai state così diffuse come oggi nei giovani.
Per maggior informazioni Leggere


Tradotto da Eugenia Fausta Bianca Massari.

LA CRISI DEL CORONAVIRUS CI INSEGNA CHE È TEMPO DI ABOLIRE LA FAMIGLIA
Cosa la Pandemia ci svela sulla famiglia nucleare e la vita domestica

 

Siamo entrati nei "tempi del Coronavirus", la necessità di far scendere la curva dei contagi ha portato i Governi a misure restrittive, distanziamento sociale e reclusione. I Media sono pieni di racconti di queste pratiche, ansia, scock, preoccupazioni economiche ed altre umoristiche, creative, tipo il tic-tac, fare finta di essere in metropolitana sotto la doccia. Certo ci sono stati sentimenti eco-fascisti che chiedevano più controlli, ma anche tanta collaborazione: corse di solidarietà per donare generi alimentari; assistenza all'infanzia e kit di siringhe sicure per prostitute e consumatori di sostanze; aiuti ai senzatetto e questo ci porta al centro della questione, la cosa che non è messa in discussione: le abitazioni private.

La famiglia nucleare è il posto in cui ci si aspetta di "ripararsi". Ma ci sono dei problemi, come chiunque affronti il ragionamento in modo razionale può arrivare a intuire: la mistificazione della coppia; la romanticizzazione della parentela; e la sanitarizzazione dello spazio spazio fondamentalmente non sicuro che è la proprietà privata.

In che modo un luogo definito dalle asimmetrie di potere delle faccende domestiche (il lavoro riproduttivo è legato al genere), del debito locativo e ipotecario, della proprietà fondiaria, della genitorialità patriarcale e (spesso) dell'istituzione del matrimonio, può giovare alla salute? Le abitazioni medie è dove, in fondo lo sanno tutti, avvengono la maggior parte delle violenze. Il WHO definisce la violenza domestica "la più diffusa, ma tra le meno segnalate violazioni dei diritti umani".

I queer e le persone femminilizzate, specialmente quelle molto vecchie e molto giovani, non sono al sicuro lì: il loro benessere nella casa capitalista è l'eccezione, non la regola. Ne consegue che, a un esame più attento, entrambi i termini - "distanza sociale" "rimaniamo a casa" - colpiscono per ciò che non dicono (cioè, per ciò che presumono e naturalizzano). "Stiamo a casa" chi? E come ... e con chi? Distanza da chi ... o da tutti tranne che da chi?

Meritiamo di più della famiglia. E il tempo del corona è un momento eccellente per fare dei tentativi per la sua abolizione. Dalle parole sempre illuminanti di Anne Boyer: “Dobbiamo imparare a impegnarci per il bene dello straniero ora. Ora dobbiamo vivere come prove quotidiane che crediamo che ci sia un valore nella vita dei malati di cancro, degli anziani, dei disabili, di quelli in condizioni di vita impensabili, sfollati e a rischio. "

Non sappiamo ancora se saremo in grado di tirare fuori da questa crisi e dalla prossima depressione economica, qualcosa di migliore. Ma affermo con certezza che, nel 2020, la dialettica delle famiglie contro la famiglia, dei nuclei privati contro il concetto di spazio privato, si intensificherà>>.