USA, una analisi differente della crisi
politica e società - 03/06/2020 - CDA

Le statistiche della National Crime Victimization Survey dimostrano che ad essere più colpiti dalla violenza sono i bianchi e non la comunità afroamericana.
 
E’ un discorso questo difficile da digerire per un radical chic, animato dal mito del negro buono e del bianco cattivo.
Questa idea è essenzialmente frutto di uno stereotipo culturale che non ha nulla a che vedere con la realtà e la storia, che invece dimostra che tutti gli uomini, indipendentemente dalla razza, sesso, scelte sessuali o etnia, possono essere buoni o cattivi.
Nessuno può inoltre mettere in dubbio la storia, almeno l’orrore degli africani strappati dalla loro terra e famiglia e destinati ad essere schiavi in un paese straniero.
Chiaramente questo dolore immenso è rimasto impresso nell’inconscio collettivo della comunità afroamericana: il sangue del loro antenati giustamente grida ancora giustizia.
E tuttavia non dobbiamo dimenticare oltre due milioni di schiavi europei fatti dai nord-africani in tre secoli e quasi fino alla fine dell’800. Schiavi trattati anche in modo peggiore rispetto ai agli afroamericani: la vita di uno schiavo bianco non valeva nulla, meno di una cipolla nei momenti di inflazione, quando un schiavo non serviva veniva gettato, non avevano diritto alla sepoltura, le donne destinate agli harem e ai bordelli.
Oppure l’attuale situazione che i boeri stanno vivendo in Sudafrica, massacrati nelle loro case.
Nostro compito e non dimenticare la storia per non creare false opinioni.
Non è mistificando i fatti che si risolvono i problemi.
Ma diamo uno sguardo all’attuale situazione negli USA, dando uno sguardo alle statistiche ufficiali sulla criminalità, attraverso un grafico, che ultimamente sta avendo grande diffusione e smentisce ogni stereotipo sulla violenza.
Uno dei problemi oggi è che la maggior parte dei carcerati appartiene alla comunità afroamericana, nonostante essa rappresenti solo il 12% della popolazione degli Stati Uniti.
La sinistra chiede nuove leggi, perché interpreta il dato in senso razzista, in realtà le statistiche dimostrano che la maggior parte dei reati viene commessa dalla comunità afroamericana.
Dare la colpa al razzismo non risolve il problema, occorre andare in profondità, ma ciò non viene fatto, spesso per motivi ideologici.
E’ invece innegabile probabilmente che della crisi economica, sociale, del disgregamento dei valori umani E DELLA FAMIGLIA, risenta in misura maggiore proprio la comunità afroamericana.
Il dato è anche da collegare al fatto che, oltre quanto detto, la maggior parte degli incarcerati provengono da famiglie senza padri (L'85% di tutti i giovani seduti nelle carceri è cresciuto in una casa senza padre (Fonte: carcere di Fulton Co. Georgia popolazioni, Texas Dept. of Corrections 1992 ).



Non abbiamo altra spiegazione: è la disgregazione sociale a causa della distruzione della famiglia e l’assenza del padre naturale una delle prime cause del malessere.
La comunità afroamericana è più colpita, probabilmente anche per motivo storici, da questo fenomeno.
Certo che una mano la dà con le loro ideologie insensate la sinistra radica chic, che invece ipocritamente fa finta di avere a cuore la loro sorte.