La verità sullo schiavismo e la tratta degli schiavi
nuovo ordine sociale - 02/07/2020 - CDA

Quando si parla di schiavitù e di tratta degli schiavi la mente va subito a quello che su questo abbiamo appreso fin da bambini, tramite i libri di storia, i film, la tv e i documentari.
Per la maggior parte delle persone il fenomeno si riduce perlopiù alla famosa tratta atlantica, in cui le navi negriere bianche catturavano schiavi in Africa e li portavano in America Settentrionale.
Per quanto dolorosa questa tratta non fu né la più numerosa né la peggiore e viene nascosto che in realtà fu gestita dai paesi africani.
Nella storia umana conosciuta il mercato degli schiavi è stato prevalentemente gestito dai paesi africani, alcuni dei quali hanno addirittura basato la propria prosperità su questo, e dai paesi musulmani.
La famosa tratta del Mar Rosso gestita dai paesi africani e musulmani fu la più numerosa e coinvolse milioni di schiavi di cui non si parla.
Si tace anche sul fatto che nel corso di circa tre secoli e fino alla fine dell’Ottocento esisteva una tratta degli schiavi bianchi, che venivano catturati nel corso di incursioni dalle navi turche (africane) e venduti nei fiorenti mercati degli schiavi nelle importanti città dell’Africa settentrionale o dell’Asia minore.
Questa tratta interessò milioni di persone, trattate senza nessun riguardo o umanità…
La maggior parte delle incursioni avvenivano nelle coste italiane e infatti nell’Italia insulare e meridionale le città venivano costruite in montagna e distanti dal mare.
Espressioni come “mamma mia li turchi” o “preso dai turchi” testimoniano il fenomeno che per molti secoli interessò la nostra penisola e impedì una vita serena ai suoi abitanti.
A mettere fine allo schiavismo e a alla tratta degli schiavi, sia biancha e sia nera, furono gli europei.
Per mettere fine alle incursioni infatti attaccarono i paesi africani e in parte li colonizzarono e alla fine emanarono leggi contro ogni tratta e schiavitù.
Solo allora le incursioni ebbero fine.
Guardate il filmato, ascoltate e diffondete, contro l’ignoranza di chi distrugge i nostri monumenti e ci accusa di essere la causa dei mali del mondo.

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