Il Covid uccide, ma c’è chi lo fa di più
politica e società - 06/01/2021 - Antonietta Gianola

Il coronavirus non rientra fra le cause di morte che hanno causato i maggiori decessi nel 2020, anche se lo scorso anno l’attenzione è stata focalizzata sul SarsCov2. Secondo quanto riportato dal portale Worldmeters, la prima causa di morte nel 2020 è stata l’aborto: al momento, oltre 51 milioni di feti sono stati abortiti a fronte di circa 1 milione 800 mila decessi con covid.
Va precisato, come ricorda l’Organizzazione Mondiale della Salute, che il coronavirus è responsabile dell’aumento dei decessi per i malati già affetti da altre patologie, persone in condizioni di salute compromesse con malattie cardiache in corso, diabete e condizioni respiratorie croniche, le quali, contraendo il Covid sono a maggior rischio di complicanze e morte.

Secondo i dati riportati dall’Organizzazione mondiale della sanità le principali cause globali di morte sono associate a tre grandi temi: malattie cardiovascolari (cardiopatia ischemica, ictus), malattie respiratorie (broncopneumopatia cronica ostruttiva, infezioni delle basse vie respiratorie) e malattie neonatali.

Il più grande killer del mondo è la cardiopatia ischemica, responsabile del 16 per cento dei decessi totali sul pianeta per un totale di circa 8 milioni e 900 mila decessi nel 2019 (mancano i dati 2020, che non dovrebbero discostarsi molto). La seconda e la terza causa di morte sono l’ictus e la broncopneumopatia cronica ostruttiva responsabili di circa l’11% e il 6% dei decessi totali. L’Oms stima poi che ogni 2 minuti un bambino muore di malaria; altra malattia che provoca molti decessi è il cancro: un insieme di circa 200 malattie caratterizzate da un’abnorme crescita cellulare, svincolata dai normali meccanismi di controllo dell’organismo.
Su questa malattia i dati raccolti dall’Istat si fermano al 2016 e indicano 179 mila 502 decessi attribuibili a tumore. I tumori in Italia rappresentano il 29% di tutti i decessi, dopo le malattie cardio-circolatorie (37%). Si può affermare che, mediamente, ogni giorno oltre 485 persone muoiono in Italia a causa di un tumore.