L'orrore delle gang islamiche: migliaia di bimbe stuprate e torturate
immigrazione - 09/03/2021 - CDA

Un nuovo articolo sul tema White guilt (razzismo verso i bianchi) ricordando una vicenda tanto dolorosa quanto ignorata, specie in Italia.
In occasione della giornata delle donne noi preferiamo parlare e ricordare tale vicenda, invece di dar retta ai vari metoo, dove donne alla fine della carriera, 20 o più anni dopo, accusano uomini noti per averle stuprate.
La vicenda riguarda migliaia di bambine, bambini e donne vittime di abusi sessuali a partire dagli anni '90 in alcune città del nord dell'Inghilterra, specie quella di Rotherham, a opera di immigrati islamici.
Qualcosa che dovrebbe far riflettere gli integralisti della società multietnica, i quali vorrebbero integrare nella nostra società popoli con cultura diversa e spesso animati da disprezzo verso noi e la nostra cultura. Ma occorre negarlo e negarlo, per questo vane sono state le segnalazioni, le denunce, le testimonianze, le indagini, tutte insabbiate, non appena era evidente l'origine non europea dei criminali.
Questi bambini venivano adescati in vari luoghi della città o addirittura prelevati dagli orfanotrofi, violentati da più uomini sotto minaccia.

"La cosa che dovete capire su questo stupro di bambine che non si tratta semplicemente di un abuso sessuale. Qui stiamo parlando di livelli indicibili di violenza. Le vittime sono state stuprate con coltelli e bottiglie. Si è trattato di bambine e ragazzine prelevate il venerdì da orfanotrofi o comunità, violentate lungo tutto il fine settimana da centinaia di uomini, e rimandate a casa il lunedì con l'inguine sanguinante"
George Igler

Il timore del razzismo o di essere accusati di islamofobia ha permesso a questi criminali di continuare a perpetuare i crimini su questi bambini per decenni, in modo indisturbato.
Ancora oggi non è facile parlare nel Regno Unito di questo argomento: il politicamente corretto impone che quantomeno si eviti di specificare l'origine dei carnefici.
Più che preoccuparsi delle vittime, infatti, le autorità temevano l'accusa di razzismo o islamofobia, e tanti giornalisti che hanno tentato di affrontare l'argomento hanno ricevuto tali accuse.

Molti mass-media inoltre hanno sottolineato con insistenza che il fenomeno non presenta alcuna relazione con quello dell'immigrazione o con la presenza di gruppi islamici, mentre sfacciatamente il capo dei servizi per bambini a Rotherham continua a negare che lo scandalo di Rotherham abbia qualcosa a che fare con la razza, la religione o l'etnia.
Questo in contrasto con le affermazioni del giudice Gerald Clifton che ha invece individuato proprio nella religione dei condannati una delle motivazioni che hanno spinto quegli uomini a commettere gli abusi: essi agivano come non sentendosi parte della comunità

Da un articolo pubblicato su Linea Diretta (www.lineadiretta24.it) leggiamo che:

Le vittime venivano chiamate “white trash“, ossia “spazzatura bianca”, un appellativo da cui traspare un razzismo radicato. Queste venivano stordite con alcool e droghe, minacciate con pistole, cosparse di benzina per poi essere sotto poste ad umiliazioni di carattere sessuale. Parliamo sempre di bambini, quindi di essere incapaci di difendersi, la cui vita (nel vero senso della parola) era stata affidata ai servizi sociali del Comune, da cui, però, non hanno ricevuto alcuna protezione.

Una vittima conosciuta con lo pseudonimo di Isabel ha rivelato: «Ero una bambina e loro sarebbero dovuti intervenire». E, ancora, riguardo al suo stupratore: «Credo che la polizia e i servizi sociali fossero al corrente, e loro non lo hanno fermato, penso che questo lo incoraggiò. Era quasi diventato un gioco per lui. Era intoccabile».”