Per favore aiutami a odiare i bianchi. O almeno a volerli odiare
nuovo ordine sociale - 20/04/2021 - CDA

Il razzismo contro i bianchi sta diventando un fatto comune negli USA, sia in certi ambienti di élite della sinistra e sia presso la comunità afroamericana.
In un libro recente, diventato un best seller, è contenuta addirittura una preghiera razzista contro i bianchi.

Il libro, il cui titolo è A Rhythm of Prayer: A Collection of Meditations for Renewal, è stato addirittura scritto da una teologa protestante afroamericana, la scrittrice Chanequa Walker-Barnes.

Uno dei primi capitoli del libro recita: “Per favore aiutami a odiare i bianchi. O almeno a volerli odiare. O almeno a smetterla di preoccuparmi di loro, individualmente e collettivamente. Voglio smetterla di preoccuparmi delle loro anime deviate e razziste, per smettere di credere che possono essere migliori, che possono smettere essere razzisti”.

Ancora peggio, il libro risulta essere il numero uno nella sezione Christian Meditation Worship & Devotion di Amazon e figura tra i best seller del New York Times.
Esso viene descritto dalle piattaforme di vendita online come: "raccolta di commoventi, tenere preghiere per una gioiosa resistenza e una chiamata all'azione. […] queste preghiere profondamente dolci ma sovversive offrono ai lettori uno sguardo intimo su una diversa forma di preghiera” o “uno spazio sicuro in cui le persone possono cercare aiuto, speranza e pace".
L'autrice del libro giustifica questo odio affermando: In verità, la mia famiglia e le mie esperienze personali mi hanno dato milioni di motivi per odiare i bianchi.

Libri come quello della scrittrice Chanequa Walker-Barnes sono frutto di superficialità, ignoranza sui fatti e la storia ed espressione di razzismo preoccupante che sta prendendo piede sia in occidente e sia in Africa.

Se è vero che la schiavitù negli USA è una pagina tristissima e dolorosa della loro storia è anche vero che questa nazione ha condotto una guerra fratricida in nome della libertà e l'abolizione della schiavitù, mentre oggi non risulta che in questa nazione la comunità afroamericana sia discriminata da leggi, come invece accade per i boeri del Sudafrica, dove il governo suprematista nero, da anni attraverso leggi è riuscito ad emarginare la comunità bianca socialmente ed economicamente (leggere La violenza non ha colore o razza ).

Ogni continente si è macchiato di crimini orribili, ma nessuno mai come quello europeo si è distinto per la lotta contro la schiavitù, i diritti umani e il razzismo.
Tra questi continenti c'è senz'altro l'Africa, le cui città nordafricane hanno per 300 anni e fino alla fine dell'Ottocento esercitato una ignobile tratta degli schiavi bianchi, spingendosi con le loro navi fino ai paesi del nord Europa per catturare uomini e donne da vendere nei mercati delle città africane. Sono stati milioni i bianchi catturati, torturati, massacrati, uccisi, venduti, destinati a lavori e condizioni di vita inumane o alla prostituzione negli harem dei ricchi sceicchi, se donne. Non per questo oggi odiamo gli africani o gli asiatici.
Se la Walker odia i bianchi dovrebbe odiare i neri, dato che gli stati africani hanno per secoli prosperato sul traffico di esseri umani, sia verso occidente e sia quello ancora più vasto verso oriente (leggere La verità sullo schiavismo e la tratta degli schiavi ).
A testimonianza che ancora nei primi del '900 la schiavitù era diffusa in Africa lo dimostra che uno dei primi atti dei governi italiani dopo la conquista coloniale fu l'abolizione della tratta degli schiavi e della schiavitù.

La schiavitù è ancora una realtà in Africa (leggere: Schiavitù in Africa in epoca moderna )


Quello delle tratta dei bianchi è una storia lunga e dolorosa oggi dimenticata. Milioni
furono le vittime. Nei tempi di inflazione si diceva che la vita di un bianco 
valesse meno di una cipolla nei mercati delle città nord-africane, dove gli europei 
fatti schiavi venivano venduti. Erano condannati a una vita disumana, fatta di stenti
che li portava in breve alla morte. Le donne più belle erano riservate agli harem dei ricchi.

 

In Sudafrica la comunità bianca originaria è vittima di aggressioni, torture indicibili e omicidi,
tanto che si parla di genocidio boero. Tanti di loro sono stati costretti ad abbandonato il paese.