Esiste una epidemia di disforia di genere?
gender - 20/05/2021 - Scienza e Gender

Esiste un boom di bambini si dice affetti da Disforia di Genere, una nuova malattia, in cui il bambino non riesce a identificarsi correttamente nella sua identità sessuata.
Se questo fenomeno preoccupa alcuni, è visto come positivo per altri, che vedono in esso la normalizzazione del fenomeno della transizione di genere: ad esempio  lo psichiatra Jack Dresche, del New York Medical College, parla di «crescita di consapevolezza da parte dei genitori ».
Di tutt'altra opinione l'American College of Pediatrics che in un documento ha chiarito molti concetti sulla sessualità e la cosiddetta disforia di genere (leggere American College of Pediatrics: l’Ideologia di genere danneggia i bambini  )

"Vanno dalla consulenza psicologica fino al bombardamento ormonale per bloccare lo sviluppo del paziente in vista del cambiamento chirurgico del sesso. Cinque anni fa, nel 2009-2010, i minorenni trattati in questi modi erano 97. Oltre all’impennata del numero di casi, colpisce anche la somma di denaro pubblico – 2,7 milioni di sterline – stanziata per simili cure da un sistema sanitario in grave crisi di sostenibilità”.

Benedetta Frigerio 


Pubblicato da Scienza e gender @obiettivogender · Sito Web scientifico

ESISTE UN’EPIDEMIA DI DISFORIA DI GENERE?

Recentemente è stato osservato un aumento di casi di disforia di genere che si manifestano in modo abbastanza improvviso in adolescenti e giovani adulti che non avevano manifestato alcun sintomo in epoca precedente. Tale fenomeno è stato definito Disforia di Genere a Insorgenza Rapida (ROGD Rapid-Onset Gender Dysphoria). Una ricerca pubblicata su una rivista scientifica peer-review (PLos-one) ha alzato il velo su su questi casi ed i risultati sono veramente preoccupanti ed inquietanti.

Il fenomeno riguarda prevalentemente femmine (83%) che in molti casi avevano avuto una precedente diagnosi di ritardo o disturbo mentale (62,5%). Il fenomeno inoltre sembra legato alla frequentazione di gruppi di amici in cui vi erano soggetti  trans-gender o che si identificavano come tali o di social media e siti internet LGBT. L'impressione è quella di trovarsi di fronte ad una specie di contagio psicologico a danno di persone fragili, insicure e manipolabili. Alcuni dei casi descritti sono particolarmente emblematici:

    • Una ragazzina di 12 anni era stata bullizzata per la sua pubertà precoce con il risultato che odiava il suo seno e si sentiva grassa. Documentandosi su internet aveva appreso che odiare il proprio seno  era il sintomo di essere trans-sessuale. Allora aveva modificato il suo diario in modo da far apparire che si era sempre sentita trans-gender.

    • Una ragazzina di 13 anni e tre sue amiche prendevano lezione da un allenatore molto popolare. Dopo che questi aveva fatto coming out come transessuale entro un anno tutte e quattro le ragazze annunciarono di essere trans-gender.

      L'esposizione a gruppi di amici che si identificano come trans-sessuali e la frequentazione di siti e forum LGBT sembra essere una costante di questi ragazzi nel periodo precedente alla loro dichiarazione  come persone trans. Ugualmente nefasta è risultata la frequentazione di siti internet e social media ad orientamento LGBT che forniscono anche la consulenza per sapere se sei transgender. In questi siti o forum veniva inculcato ai ragazzini che se i genitori non erano d'accordo sulla transizione erano “abusanti” e “transfobici” e che se avessero aspettato ad effettuare la transizione se ne sarebbero pentiti; gli veniva detto cosa dire ad un medico e/o psicoterapeuta per convincerli a fornire ormoni e che se i genitori fossero stati riluttanti alla terapia ormonale avrebbero dovuto usare la "narrativa suicida" (dicendo ai genitori che c'è un alto tasso di suicidio negli adolescenti transgender) per convincerli; che è accettabile mentire o nascondere informazioni sulla propria storia medica o psicologica a un medico o a un terapeuta al fine di ottenere ormoni o ottenerli più velocemente.

Spesso a seguito del coming out come trans-gender si è assistito ad un peggioramento del benessere mentale e delle relazioni  con i genitori e con comportamenti di isolamento e di sfiducia verso tutte le persone non transessuali. Altro dato interessante è che i genitori dei ragazzi interessati dallo studio erano per oltre l'80% ad orientamento liberal, favorevoli al matrimonio omosessuale e per i diritti dei transessuali.

La ricerca conclude che in questo tipo di disforia di genere, la frequentazione di gruppi con persone che si identificano come transessuali e l'esame delle dinamiche che caratterizzano questi gruppi, rende plausibile l'ipotesi di un contagio sociale fra coetanei.

Viene quindi da chiedersi se ad es. è opportuno che soggetti appartenenti al mondo  transessuale entrino nelle scuole (cosa che potrebbe avvenire con il DDL Zan) in quanto la loro narrazione potrebbe causare delle pericolose suggestioni sui soggetti psicologicamente più fragili.

Littman L. 2018 Rapid-onset gender dysphoria in adolescents and young adults: A study of parental reports. Plos-one