La gabbia del pensiero unico
nuovo ordine sociale - 05/06/2021 - CDA

Per capire bene quali sono gli effetti del pensiero unico e dell'indottrinamento sulle persone adulte e sui bambini ricorriamo a un semplice esempio.
Consideriamo un animale che viene ridotto in cattività e costretto ad esempio a vivere in uno zoo, oppure un uccello ingabbiato.
In un primo momento questi animali soffriranno per non essere liberi, lotteranno per riavere la propria libertà. Avendo sperimentato di poter vivere in un ambiente diverso, assecondando la propria natura, soffriranno molto e mal si adatteranno a vivere in gabbia.
Per un cucciolo nato in gabbia è diverso. Egli neppure sospetta che potrebbe e dovrebbe vivere secondo la propria natura, in un ambiente diverso, dove è lui ad esempio a procurarsi il cibo e a scegliere una compagna ed accoppiarsi con lei quando ne sente la necessità. Nella gabbia tutta la sua vita è preordinata dagli uomini.
Il cucciolo sentirà che qualcosa non va, che quella è non è la sua vita e il modo con cui era destinato a vivere, ma accetterà meglio che l'adulto di restare in gabbia (per tale ragione i regimi ideologici mirano a indottrinare precocemente i bambini - il bambino assorbe insegnamenti che poi difficilmente metterà in dubbio per il resto della propria vita, questi falsi insegnamenti saranno la sua gabbia).
Il pensiero unico sta all'uomo come la gabbia sta a un animale in cattività.

Le sbarre non sono materiali, ma idee, slogan, luoghi comuni ripetuti continuamente e in modo ossessivo dai mezzi di comunicazione di massa, in modo da annullare il pensiero critico, inibire la sua volontà, costringerlo a stili di vita e scelte programmate dal potere.

E' molto importante far comprendere questo concetto alla maggior parte delle persone, che oggi crede in un potere fondamentalmente buono.
I mass media sono riusciti a creare una realtà parallela, come in genere si dice una specie di matrix: molte persone non vedono più oltre i limiti della gabbia in cui la loro mente è stata confinata.
Il potere punisce chi prende la pillola rossa, chi osa sfidarlo: si rischia la gogna, la censura, l'esclusione dal mondo sociale e dal mondo del lavoro e domani anche con pretesti di vario genere anche il carcere.
La nostra sfida è quella di far comprendere la condizione dell'uomo moderno nella società moderna, la realtà virtuale che il potere crea, attraverso la propaganda e i condizionamenti.
Così come il bambino nella favola I vestiti nuovi dell'imperatore occorre denunciare l'ipocrisia del potere. La forza del potere è tutta nel conformismo e nell'ipocrisia.
Ci sono tanti meccanismi che consentono il persistere della matrix e noi inconsciamente spesso li alimentiamo con i nostri comportamenti.
Siamo in un meccanismo infernale ed è difficile far capire alla gente, spesso affetta da mancanza di umiltà, che si è succubi di una specie di lavaggio di cervello.
La prova sta nel fatto che la maggior parte delle persone risponde ad argomenti con semplici pochi slogan. Uno di questi è il famoso love is love che giustifica persino la generazione di bambini orfani di genitori.
La famiglia è quella in cui c'è l'amore, anche se poi sei solo e ami solo il tuo gatto (no, non stiamo discriminando i gatti), l'obbrobrio dell'utero in affitto è generosità, i figli si regalano a chi non può averne, i genitori sono quelli che amano, anche se non hanno generato (ma poi chi è che misura questo amore e da dove vengono questi bambini non si sa, magari da Bibbiano).
Lo slogan è semplice, efficace, lo si dà per scontato, non serve argomentare, anche perché l'uomo ingabbiato dal pensiero unico in realtà non ha mai argomenti (al massimo ti cita fantomatici studi, se proprio si sente dotto) e come si potrebbe giustificare moralmente il gender nei bambini, la compravendita di gameti umani, i figli resi orfani. Spesso argomentare è difficile e in Facebook agisce come una mannaia la censura che taglia i commenti scomodi al pensiero unico.
Lo slogan è l'arma efficace di tutti i regimi tirannici e oppressivi.