Luc Montagnier: Il vaccino non è sicuro.
altro - 10/09/2021 - CDA

Secondo la rappresentazione dei media ci sarebbe da una parte la scienza e dall'altra gruppi di persone ignoranti, complottisti o disinformati, i no-vax o chiunque critichi la gestione della pandemia da parte del governo e misure come il green pass. 
Ma esiste davvero questa contrapposizione oppure anche la scienza nel suo interno ha pareri opposti, su argomenti quali il vaccino. In realtà i medici e i ricercatori che si oppongono al vaccino e al modo di gestire la pandemia sono molti, anche persone di responsabilità all'interno delle multinazionali produttrici di alcuni dei vaccini.
Un'autorità nel campo dei virus Luc Montagnier è uno degli scienziati che si oppone.
Luc Montagnier è stato snobbato e addirittura insultato dai virologi nostrani, ma esiste il dubbio che tanti di essi siano legati alle case farmaceutiche produttrici dei vaccini.

Nonostante Luc Montagnier sia un luminare della scienza, esperto in particolare di questa categoria di virus, scopritore del virus Hiv e premio Nobel per la medicina nel 2018, oggi non è neppure consentito riportare le sue parole sui social, pena la censura, il blocco della pagina e dell'editor.
In una intervista rilasciata alla trasmissione Fuori dal Coro lo scienziato ha dichiarato di non essere contro i vaccini, alla cui ricerca ha dedicato gran parte della sua vita, tuttavia sostiene di essere contrario a prodotti non sicuri i cui effetti sono ancora del tutto sconosciuti, basandosi (alcuni di essi) su una terapia genica, un metodo innaturale che inietta nuovo materiale genico all'interno del nostro corpo.

Un vaccino, secondo lo scienziato, può considerarsi sicuro solo dopo un tempo di sperimentazione molto lungo ed è comunque un errore vaccinare nel corso di una epidemia, perché si corre il rischio di stimolare la produzione di mutazioni nel virus e renderlo ancora più aggressivo e di prolungare la pandemia, come di fatti sta accadendo.
La proteina spike del vaccino, sempre secondo lo scienziato, potrebbe avere gravi effetti collaterali, arrivare ad esempio al cervello e produrre gravi danni, causare trombosi o miocardite.

L'alternativa sarebbe, secondo Montagnier, usare cure alternative che già esistono e si sono dimostrate efficaci.
Contro i suoi detrattori che gli hanno persino dato del vecchio pazzo risponde che "esistono prove e dati scientifici" a supporto delle sue affermazioni e che "se lo scienziato rifiuta l'incontro o lo scontro ha perso. In campo scientifico ci sono regole precise: ci si misura, e misurarsi è l'unica maniera per sapere se si è sulla strada giusta", ma spesso i motivi degli attacchi ingiustificati "sono legati alla politica e al potere".
In particolare sono molte le personalità in campo medico, addirittura anche tra quelli che lavorano per le grandi multinazionali farmaceutiche, a sostenere che misure come il green pass (in alcuni stati) e la ripetizione continua di iniezioni di vaccino più che a motivi medici risponda a ragioni politiche.
Alcuni di essi hanno addirittura minacciato di dimettersi. Le cose quindi non sono così semplici come la narrazione riportata da molti media, tg e trasmissioni televisive.

Controversa anche l'opinione di Montagnier sull'origine del virus che sarebbe un'opera di esperti di ingegneria genetica e quindi non di origine naturale, come gran parte dei media ha sostenuto fino ad adesso. L'ipotesi dell'origine artificiale del virus da prima scartata ha adesso moltissimi sostenitori tra ricercatori e scienziati.
Uno studio risalente a qualche mese fa, dal titolo Biovacc-19: A Candidate Vaccine for Covid-19 (SARS-CoV-2) Developed from Analysis of its General Method of Action for Infectivity , ad opera del noto ricercatore Angus Dalgleish, scopritore del ruolo della molecola Cd4 come ricettore per l'Hiv, dimostrerebbe che il virus ha "una impronta digitale" e quindi prove incontrovertibili della sua nascita in un laboratorio.
Sono tanti i dubbi collegando i numerosi fatti che danno alito alle cosiddette tesi complottiste, secondo cui il virus e la relativa pandemia siano state create per sortire effetti politici, economici e sociali, non ha caso si è iniziato a parlare di grande reset, di occasione per cambiare la società, imponendo il nuovo modello antropologico caro al potere e un nuovo stile di vita.