Perché non possiamo estrarre il gas naturale abbondante nei nostri mari!?
altro - 02/03/2022 - CDA

Nell'Adriatico le trivelle croate succhiano il gas naturale di cui noi, nella nostra situazione emergenziale, avremmo assoluto bisogno!
In un articolo dell'anno scorso de Il Sole 24 ore leggiamo che le riserve stimate di gas nei mari italiani, estraibile a basso costo, intorno ai 5 centesimi, sono oltre 90 miliardi di metri cubi, e tuttavia importiamo il 95% del gas da altri paesi, in prevalenza dalla Russia, a più di 10-20 volte tanto.
E questo senza contare che con la crisi attuale rischiamo di rimanere a secco, e allora, come facevano i greci per altri motivi qualche anno fa, andremo nuovamente nei boschi a far legna per cuocere la minestra e scaldarci.
A chi dobbiamo questo miracolo!? Perché non possiamo estrarre il nostro gas naturale, invece attualmente succhiato dai paesi confinanti!
Ebbene sì, lo dobbiamo al Movimento 5 Stelle!
Nel 2016 lo slogan di Grillo e compagni era "Bisogna far capire a dei fossili che il fossile è finito".
Giusto, giustissimo, ma se elimini qualcosa di essenziale devi prima sostituirla, non puoi improvvisare, occorrono studi di fattibilità, programmazione, valutazione di tutte le conseguenze, anche le più imprevedibili.
In Italia la politica si fa con la pancia, improvvisando, quando non con le mazzette, per le lobby, magari per le multinazionali tedesche che devono vendere pannelli solari, nell'illusione che eolico e solare possano sostituire gli idrocarburi (ne parleremo).
Anche se il referendum indotto non raggiunse il quorum, l'azione decretò in sostanza la fine delle trivellazioni nei nostri mari, sostenendo comportasse problemi ambientali, ecologici e climatici. Ironia della sorte altri stati, come la Croazia nell'Adriatico, stanno estraendo il nostro gas!
E' una cosa di cui Di Maio addirittura ha rivendicato il successo: "Le trivelle non portano benessere, stop per uno sviluppo diverso" ( video ).
Forse ha ragione a sostenere uno sviluppo diverso, ma esso deve essere programmato scientificamente e non con i discorsi.
Problema simile si è avuto quando, sull'ondata emotiva del disastro di Chernobyl, si chiusero le centrali italiani e si precluse all'Italia una tecnologia che oggi, con centrali sicurissime, è in grado di dare energia alle altre nazioni.
La nostra civiltà oggi è legata all'uso dell'energia e non potrebbe essere altrimenti.
La non disponibilità di energia ci porterebbe subito al disastro e entro pochi anni alla fine della nostra civiltà. Più che farci progredire i politici si stanno ormai da tempo impegnando per questo, a prematura fine.