Global warming: che cosa insegna un piccolo grafico!
clima e ambiente - 26/12/2019 - CDA

Introduzione
Il clima e la questione del global warming è il grande tema dei nostri giorni, ma non tutti sono d'accordo: alcuni mettono in dubbio i dati sul riscaldamento, altri l'origine antropica, cioè dovuta ai gas serra immessi nell'atmosfera dall'uomo.



Il primo scienziato a sostenere che le attività umane, in particolare la combustione del combustibile fossile, potessero causare un aumento della temperatura terrestre fu uno scienziato svedese, Svante Arrhenius, nel 1896, ma solo agli inizi degli anni '90 del secolo scorso si iniziò a parlare di riscaldamento globale in toni allarmanti; fino ad oggi in cui il fenomeno, con Greta Thunberg, la sacerdotessa ragazzina che parla ai potenti, ha quasi preso una connotazione mistica.

Il fenomeno Greta Thunberg ha confermato i dubbi dei molti che vedono nel riscaldamento climatico, vero o falso che sia, un colossale business oppure il tentativo di controllare le economie degli stati o ancora imporre scelte impopolari.
Tanto più che nel suo ultimo libro Greta Thunberg se la prende anche col patriarcato e abbraccia le idee malthusiane, secondo le quali per salvare il pianeta dovremmo smettere di fare figli: ogni figlio infatti concorre ad aumentare l'effetto serra.
Non solo dunque le emissioni, ma anche i bambini sono dannosi!

Quel che ci ha spinto a scrivere l'articolo è tuttavia il modo come il clima viene presentato alla gente dalla stampa e spesso dagli stessi esperti, consapevoli di parlare con persone che hanno poche conoscenze dell'argomento.
Il clima viene presentato come qualcosa di stabile; in realtà non è lo è mai, e nel migliore dei casi barcolla come un ubriaco nei periodi intermedi, per poi dare origine alle grandi ere glaciali, in cui tutta la Terra o gran parte di essa è ricoperta da una coltre di ghiacci.
Nei periodi interglaciali, come l'attuale, il clima continua ad oscillare continuamente da caldo a freddo.
Questo è stato spiegato in modo molto semplice dal premio Nobel Carlo Rubbia, in un suo intervento nelle sedi istituzionali per illustrare un punto di vista autorevole:



Analisi del grafico (tratto da un post di CDA):

Questo semplice grafico, relativo alle temperature terrestri negli ultimi 4000 anni, dimostra come il clima sia estremamente variabile anche in tempi brevi.
L’attuale fase interglaciale inizia circa 10 mila anni fa, quando i ghiacciai che ricoprivano la Terra da 100 mila anni (glaciazione di Wurm) si sciolsero e iniziò una fase molto calda, chiamata optimum caldo postglaciale.
Sulla Terra quindi si alternano lunghe ere glaciali, in cui tutto il pianeta o parte di esso è ricoperto da una spessa coltre di ghiaccio, e periodi più caldi, dove i ghiacciai si ritirano nelle zone artiche.
Queste grandi variazioni sono dovute ai moti millenari della terra, variazioni dell’orbita terrestre e del suo asse, mentre i cicli più brevi sono in relazione all’attività solare che alterna un ciclo di massima a uno di minima attività.
Sono chiari due concetti molto semplici: il primo che il clima non è stabile e che nel migliore dei casi barcolla come un ubriaco, secondo che è da ignoranti attribuire l’attuale fase di riscaldamento soltanto all’attività antropica dell’uomo e non a un ciclo naturale.
Naturalmente oggi l’uomo è in grado di distruggere la Terra e il suo clima, su questo nessuno deve avere dubbi.
Tuttavia è difficile quantizzare quanto l’immissione antropica di gas serra stia effettivamente contribuendo al riscaldamento del pianeta o addirittura a rallentarne il raffreddamento.
L’optimum caldo postglaciale favorì la crescita e lo sviluppo delle civiltà stanziatesi nel caldo Mediterraneo e Medio Oriente, e questo smentisce lo stereotipo secondo cui un aumento della temperatura debba avere sulla civiltà un impatto negativo, tranne naturalmente non si abbia a che fare con un effetto serra galoppante, simile a quello di Venere.
Diversamente i periodi freddi, a quanto pare, hanno un impatto molto negativo.
E’ in questo senso significativo il caso dell’optimum climatico medievale, periodo caldo, durato 500 anni a partire dal IX secolo, che segnò una grande espansione della produzione agricola (il Medioevo, a differenza di quello che generalmente si crede fu un dei periodi migliori per l’umanità, caratterizzato da buone condizioni di vita e di abbondanza, e da un notevole grado di civiltà). Persino la Groenlandia era una terra fertile!
Intorno al 1300, come si legge nel grafico, il clima cambiò e piuttosto rapidamente, dando origine a quel periodo chiamato piccola era glaciale, durata circa tre secoli, tra il 1550 ed il 1850.
I dipinti dell'epoca sono abbondanti e mostrano anche come spesso i grandi fiumi europei ghiacciavano.


Per capire che cosa realmente avvenne basta leggere il libro La Crisi del Trecento dello storico Alessandro Barbero o in alternativa vedere questo breve filmato introduttivo
La CRISI DEL TRECENTO spiegata da Alessandro Barbero

Si ebbero una serie di raccolti scarsi, dovuti al clima, a cui seguirono carestie e terribili pestilenze (a quanto pare anch’esse favorite dal tipo di clima).
Il periodo di espansione della civiltà medievale ebbe così termine, la popolazione europea fu decimata dalle pestilenze.

Che cosa ci attende per il futuro?
Nessuno può prevederlo, ma è chiaro che il clima continuerà ad oscillare e ad avere periodi caldi e periodi più freddi.
Poi ci sarà una nuova glaciazione, che potrebbe essere lunga anche centinaia di anni, e nessuno potrà impedirla.
Il destino dell’uomo è collegato alle sue capacità tecnologiche, ma la tecnologia e la scienza devono andare di pari passo con la sua saggezza, l’etica e la morale.
Questo non sembra si stia verificando e in un modo o l’altro la nostra civiltà potrebbe andare incontro a una catastrofe dal quale sarà impossibile risorgere.
Da qui si potrebbe presumere che a ogni civiltà venga assegnato un breve intervallo di tempo per potersi evolvere… se non riesce, deve ripartire nuovamente da zero.

Nota: Il grafico dimostra anche una relazione tra aumento dell’attività vulcanica e variazioni climatiche. Abbiamo scelto questo grafico perché molto semplice da capire.


Nota: l'articolo ha carattere discorsivo e informativo, non ha pretese di essere scientifico. 

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