L'affaire Soros
politica e società - 07/01/2020 - CDA

In libreria L'affaire Soros, dedicato a George Soros, considerato dall’autore il nemico numero uno della destra.
Da un lato ci sorprende che qualcuno esalti la sua figura dall’altra pensiamo sia un fenomeno inevitabile che una persona così ricca e influente, specie in Italia, sia adulata in ogni modo.

Ma chi è George Soros?

In una intervista lasciata a un quotidiano ha dichiarato di sentirsi come un dio e in realtà il potere e l’influenza che possiede, in virtù delle ricchezze enormi accumulate nel corso delle sue speculazioni, lo rende un piccolo dio che gioca col destino dei popoli.

Soros divenne famoso dopo il 16 settembre del 1992, un giorno rimasto nella storia come il mercoledì nero, quando condusse una speculazione sulla sterlina e sulla lira, che in un giorno gli fruttò 1,1 miliardi di dollari.
Le conseguenze per noi (come per gli inglesi) furono disastrose: la lira perse il 30% del suo valore rispetto al dollaro, il che destabilizzò la Banca d’Italia.
Per riparare il governo fu costretto a una delle più pesanti manovre della sua storia, valutata intorno ai 93 miliardi di lire.
Tra le misure ci fu il prelievo forzoso sui conti correnti nella notte tra il 9 e il 10 luglio e l'imposizione, per la prima volta, dell'odiata imposta sulla casa (di cui tanti ignorano l'origine).
Nel 1996 un'inchiesta della Guardia di finanza su complicità e operazioni illecite avvenute durante la speculazione sulla lira si concluse nel nulla, mentre secondo il settimanale il Mondo del dicembre '96  la "lobby a favore di Soros", secondo gli inquirenti, comprendeva Prodi, Enrico Cuccia (capo di Mediobanca per la Lazard) Guido Rossi, Isidoro Albertini, Luciano Benetton, Carlo Caracciolo.

La laurea ad honorem, conferitagli dall’Università di Bologna, dalle mani di Romano Prodi, 4 anni più tardi, suona come una doppia beffa per gli italiani.
Una speculazione di 30 miliardi ai danni dell’Italia secondo molti avrebbe invece meritato un mandato di cattura internazionale.

E’ forse per questo che i sovranisti odiano Soros? O c’è dell’altro.

Soros nel mondo ha avuto diverse condanne: l’ergastolo in Malesia, per speculazioni su monete locali che hanno causato danni ai più poveri, a pagare 2,1 miliardi di dollari dallo Stato francese (condanna confermata anche dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo).
Sia il presidente russo, Putin, e sia quello Ungherese, Orban, hanno deciso di espellere George Soros e le ONG ad egli legate, in quanto le loro attività sono rischiose per la sicurezza nazionale.

Soros è il principale promotore della liberazione della droga nel mondo e attraverso l’Università di Harvard addirittura la propone come rimedio per ridurre gli eccessivi deficit di bilancio! (droghiamo i nostri giovani per ridurre il deficit dello stato).

Soros ha ammesso pubblicamente di aver finanziato diversi movimenti rivoluzionari nel mondo per favorire l’inserimento di governi favorevoli alle élite.

Tra le rivoluzioni sovvenzionate ci sono la prima Rivoluzione Arancione in Ucraina, la Rivoluzione delle Rose in Georgia, la Rivoluzione dei Tulipani in Kirghizistan, la Rivoluzione Zafferano in Myanmar e la rivoluzione verde in Iran.

Attualmente nel mondo finanzia diversi movimenti femministi (come le Femen e le Pussy Riots), ambientalisti e per i diritti delle persone omosessuali.

Il presidente ungherese Orban ha dichiarato che le organizzazioni legate a Soros sono “al servizio del capitalismo globale e contro i governi nazionali”.

Soros è inoltre accusato di favorire e finanziare l’immigrazione clandestina in Europa.
Tra i suoi seguaci ci sono politici come ony Blair, Bill Clinton, François Mitterrand, Jacques Attali, Gerhard Schröder, Christine Lagarde, François Hollande, Romano Prodi, Marco Pannella, Julya Tymoschenko, Victoria Nuland.

Soros durante l'occupazione nazista si trovava nella sua patria di origine, l'Ungheria. Qui racconta che i 10 mesi dell'occupazione nazista nel paese furono i più belli e avventurosi della sua vita.
Allora aveva 14 anni e lavorava per conto dei nazisti in un ufficio che si occupava della confisca dei beni degli ebrei.