Teoria riparativa e riassegnazione del sesso
gender - 13/01/2020 - CDA

E' molto difficile oggi parlare di gender, a causa della confusione esistente e volutamente creata sia dai mass-media e sia dalle associazione LGBT che presentano solo determinati aspetti della questione e che accusano di omofobia e di discriminazione chiunque abbia una visione differente o presenti i fatti in altro modo.
Abbiamo parlato in un recente articolo (che potete leggere qui ) della decisione del governo tedesco di proibire tutte le terapie riparative e consentire, così come avviene in altri stati, ad esempio gli Stati Uniti e il Canada, solo quelle terapie e trattamenti i quali permetto l'identificazione nel sesso opposto.

Secondo l'interpretazione delle associazioni LGBT le teorie riparative sarebbero crudeli e inutili, nonché causa di sofferenza nel soggetto, che potrebbe portare a depressione e anche al suicidio.
Tali affermazioni tuttavia, secondo molti, non sono corroborati da statistiche o prove sufficienti, mentre un elevato numero di suicidi (il 43%) e stati depressivi si manifesta nelle persone che hanno subito trattamenti ormonali e interventi chirurgici per il cambio di sesso.
Tale dato rappresenta una costante, anche nei paesi più inclusivi, quindi non può dipendere dall’omofobia.
Altre organizzazioni, studiosi e medici inoltre affermano che molte persone hanno tratto giovamento dalle terapie riparative, i quali partono dal presupposto che alla base della non accettazione della propria identità sessuale ci sia spesso un problema psicologico, un trauma subito, un abuso sessuale, oppure un cattivo rapporto con i genitori (in genere il padre).
C'è un esempio molto citato nella letteratura scientifica, quella di un bambino che a un certo punto aveva iniziato a dimostrare predilezione per cose da bambina, quali bambole.
Un bravo psicanalista risolse il problema in una sola seduta ed evitò al bambino molti altri problemi.
Egli infatti comprese che la nascita della sorellina con problemi di salute aveva deviato molto l'attenzione dei genitori dal figlioletto più grande, il quale inconsciamente aveva interpretato dipendesse dal fatto di non essere una femminuccia, come la sorellina.
Altro aspetto poco noto è il fatto che nel'90% dei bambini con problemi di identificazione col proprio sesso la disforia scompare spontaneamente al sopraggiungere della pubertà, tranne il bambino (o bambina) non abbia la sfortuna di essere sottoposto a trattamenti ormonali o a condizionamenti esterni, che lo convincano di essere nato nel corpo sbagliato, cosa che sovente accade, anche a causa della propaganda gender diffusa dappertutto.

La domanda posta nel video che presentiamo è come mai terapie che implicano l'assunzione di ormoni pericolosi per tutta la vita e interventi che amputano organi sani vengano considerate appropriate e altre addirittura proibite perché dannose. 
Un esempio banale è utile a far comprendere quello che oggi fanno gli psicoterapisti con i bambini gender.
Se io mi sento un gatto, sarebbe più sensato convincermi del contrario e non attaccarmi una coda e dirmi che probabilmente sono nato in un corpo sbagliato. 


"Se la terapia di conversione è cattiva,
perché la riassegnazione del sesso è buona?

"Un trucco degli attivisti LGBT è cambiare il significato delle parole.

Lo vediamo nel modo in cui gli attivisti LGBT celebrano la riassegnazione del sesso come affermazione di genere ma condannano la terapia di conversione come riassegnazione del sesso.

Immaginiamo che ci sia un bambino di 6 anni di nome Johnny e Johnny sperimenta disforia di genere. Dice che vuole essere una ragazza. La scienza mostra che in almeno l'80% dei casi, la disforia di genere alla fine scompare da sola. Quindi se Johnny e i suoi genitori non fanno nulla, le probabilità sono che quando Johnny attraverserà la pubertà, la sua disforia di genere scomparirà.

Tuttavia, se un terapeuta o un medico aiutassero Johnny a superare la sua disforia di genere e lo consigliassero in un modo che lo aiutasse a identificarsi come un ragazzo, questo sarebbe descritto come "terapia di conversione". In diversi stati, è illegale. In quegli stati, l'unica cosa che un terapeuta può fare con un bambino che ha esperienza di disforia di genere è aiutarlo ad abbracciare la loro identità nel sesso opposto. In caso contrario, verrebbero puniti professionalmente o addirittura perderebbero la licenza.

Tuttavia, se un terapeuta rassicura Johnny di essere davvero una ragazza, gli somministra bloccanti della pubertà, ormoni sessuali incrociati e poi lo aiuta a sottoporsi a un intervento chirurgico che rimuove parti del suo corpo sane e lo sterilizza in modo permanente, questo viene definito "affermazione di genere". Questo è legale in tutti i 50 stati.

Ma non sono interessanti le parole che usano per descrivere queste situazioni? Aiutare un bambino ad identificarsi con il corpo con cui è nato si chiama "terapia di conversione".

Dare a un bambino ormoni artificiali e chirurgia plastica si chiama "affermazione di genere".

Se questo ti sembra arretrato, è perché lo è."

Tradotto da Paolo Ultimo