Protesta contro pratica LGBT costa la vita a un giovane australiano
gender - 15/01/2020 - CDA

Opporsi alla dittatura LGBT può costare caro.
Potremmo fare un elenco lunghissimo di persone oggetto dell'intolleranza LGBT.
Essi vanno dalle persone impegnate nella difesa dei diritti dei bambini, come Caroline Farrow, leader di Citizen Go e pro-life, a persone comuni che in un modo o l'altro, anche in modo involontario, hanno urtato la sensibilità LGBT.
Ricordiamo anche il caso clamoroso dell'attrice porno ventitreenne, August Ames (nella foto a sinistra), suicida perché oggetto di una campagna diffamatoria dalla parte della comunità LGBT, per essersi rifiutata di girare, per motivi salutistici, scene non protette con attori gay.




A questo si aggiunte il caso recente di un giovane australiano di 21 anni, che ha pagato cara la protesta messa in atto, facendo irruzione in una biblioteca insieme a un gruppo di amici, dove alcune drag queen leggevano libri gender, "favole sulla diversità ai bambini", ai bambini. 

Dopo il fatto il giovane è stato messo alla gogna dai mass-media che hanno definito la protesta addirittura come un atto di "violenza verso i bambini", ricevendo tra l'altro moltissimi insulti nei social network.
Nel video in basso si vede la scena in cui il giovane urla "Le drag queen non sono una cosa per bambini!".
Il giovane è stato ritrovato morto il 14 gennaio, probabilmente suicida!