Facebook condannato a risarcimento per il blocco di un profilo
censura - 03/02/2020 - CDA

Per la rimozione di alcuni post e il blocco di un account, il Tribunale civile di Chieti ha condannato Facebook a risarcire i danni per 15.000 euro e al pagamento delle spese legali.

Uno dei problemi esplosi negli ultimi anni è la censura spietata di Facebook, rivolta verso chi discute problemi etici o mette in discussione globalismo e nuovo ordine sociale.
La possibilità per chiunque di esprimere liberamente il proprio pensiero e dissenso è intollerabile per il potere.
Soros ha tuonato diverse volte contro Facebook, credendo che la censura già in atto non sia abbastanza: Facebook deve essere un luogo di frivolezze, dove semmai si manifesta il consenso.
Per questo la sentenza del Tribunale civile di Chieti e del giudice Nicola Valletta può definirsi storica, riaffermando sopra altri interessi il diritto costituzionale fondamentale di manifestare liberamente il proprio pensiero.

Il caso riguarda un utente di Facebook che ha avuto il profilo sospeso per 123 giorni a causa della pubblicazione nel proprio profilo di una immagine del Duce e la scritta Viva Mussolini.
Il Tribunale ha accolto il ricorso della persona colpita dalla censura condannando Facebook a un risarcimento di 15.000 euro, per inadempienza dei termini contrattuali.

"Tutte queste condotte - si legge nel provvedimento - non concretano la violazione di standard viceversa addotta dalla parte convenuta, ma esercizio del diritto costituzionale fondamentale di libertà di manifestazione del pensiero, avvenuto in modalità improntate a continenza e insuscettive di limitazione. Sul piano squisitamente giuridico (e in tale limitato ambito) Mussolini è stato Capo di governo dello Stato italiano e come tale riconosciuto nella comunità giuridica internazionale e, fatto storico, non è stato oggetto, come persona fisica, di alcuna sentenza di condanna per attività illecite, le sue condotte non sono state ritenute difformi dal diritto internazionale dell'epoca. La bandiera della Rsi è propria di un soggetto che non ha trovato ovviamente riconoscimento nel diritto internazionale pattizio, ma che tale si è manifestato nel diritto internazionale generale, come noto connotato dall'effettività della sovranità, nel caso specie, ahimè, esistente".