Secondo il rapporto Unodc l'Italia è il paese più sicuro delle donne
femminismo - 07/02/2020 - CDA

La pubblicazione delle statistiche su femminicidio e maschicidio, cioè degli omicidi di uomini e donne avvenuti all'interno di Relazioni interpersonali significative (chiamate Ris) ha causato il panico, tanto che tutti i maggiori quotidiani si sono subito precipitati a smentire il fatto, come se da esso dipendesse la vita o la morte di migliaia di donne.

Ci chiediamo la vita o la morte di donne o sono in gioco altri interessi e quali?

Sono interessi economici, ma anche ideologici. Leggere, ad esempio la critica di Fusaro al monologo di  Rula Jebreal al festival di Sanremo. 
In generale esiste un interesse a falsificare le statistiche e a far credere che l'Italia sia un paese violento rispetto alle donne. A imporre inoltre nell'immaginario collettivo, specie delle giovani generazioni, una immagine negativa dell'uomo bianco non devirilizzato.
Il festival di Sanremo è la prova di quanto affermiamo, in quanto il modello proposto ai giovani è quello dell'uomo androgino, senza spiccate caratteristiche sessuali maschili, anzi eccessivamente femminilizzato.
Che poi questo modello sia probabilmente più violento contro sé stesso e gli altri poco importa.

Dato che è difficile districarsi tra informazioni e dati manipolati e tendenziosi, possiamo far riferimento ad esempio ai dati Unodc, dell'United Nations Office on Drugs and Crime .
Secondo i dati l'Italia è "il paese più sicuro per le donne! ", la probabilità di essere uccise, sia all'interno di relazioni di coppia o altro, è molto bassa, molto minore di morire a causa di malattie comuni, come ad esempio i problemi circolatori.
La disinformazione invece dirotta risorse verso un problema di fatto irrilevante sulla mortalità delle donne rispetto a tutte le comuni malattie di cui esse sono vittime, ed è quindi il discorso è nell'interesse delle donne stesse.

Osservando questa tabella Unodc  si vede come "l’Italia è il paese sviluppato dove le donne corrono il minor rischio di essere uccise".

"Nel periodo 2004- 2015 ci sono stati in Italia 0,51 omicidi volontari ogni 100 mila donne residenti, contro una media di 1,23 nei 32 paesi europei e nordamericani per cui si dispone di dati Unodc"

"Ancora meglio in scala assoluta: in Italia solo 0.5 omicidi di donne ogni 100 mila abitanti: meno di tutti i nostri paesi confinanti (0.7 in Svizzera, 0.9 in Francia e Slovacchia, 1.2 dell’Austria).   E ancora, 1.9 negli USA e 8.7 in Russia."


Ma naturalmente, anche chi, in buona fede commenta tali dati, è costretto per non essere divorato dalle feroci critiche a sostenere che non è mai abbastanza.
Non è mai abbastanza tuttavia quando un bambino muore ucciso o quando viene ucciso un anziano, un uomo o una donna!

Ciò che sbalordisce invece è il fatto non scontato che nei paesi considerati all'avanguardia il numero delle donne uccise sia minore rispetto ad esempio a paesi considerati meno evoluti, africani o di altri continenti, e questo dovrebbe far riflettere sulle ragioni della violenza.
In ogni caso noi condanniamo l'uso strumentale di ogni violenza per colpire categorie di persone e non la condanna della violenza in ogni sua forma.
In Italia ad esempio, secondo i dati ufficiali del Viminale, metà dei reati commessi sono fatti da stranieri, tuttavia se adesso dicessimo che gli extracomunitari in particolare sono tutti criminali l'opinione pubblica ci accuserebbe di razzismo.
Ci chiediamo perché questo non avvenga per le femministe che accusano gli uomini di essere assassini delle compagne e non perdono occasione per monologhi come il festival di Sanremo.

Nel 2017 la studiosa Barbara Benedettelli, autrice del libro "50 sfumature di violenza. Femminicidio e maschicidio in Italia", in cui si tenta di abbattere lo stereotipo del maschio violento e della donna sempre vittima, ha realizzato un'indagine sulla violenza nelle relazioni Ris, le cui conclusioni sono riportate in un documento pdf consultabile online.
Il risultato è che calcolando i maschicidi, con meccanismi simili ai femminicidi, i primi sono addirittura superiori.
Nei dati forniti ogni anno da Viminale i femmincidi sono sempre un numero significativamente inferiore rispetto a quello riportato dai giornali, da centinaia a decine.
Nelle statistiche sulla violenza di genere risulta che essa è fenomeno pressoché paritario nel mondo occidentale, esercitato sia da uomini contro le donne e da donne contro gli uomini, loro compagni.
L'argomento della violenza domestica è un fenomeno che certo non può esaurirsi in un solo articolo, basti pensare ad esempio alla violenza che subiscono gli uomini in quanto padri o il parricidio dei 200 che ogni anno in Italia si tolgono la vita, non sopportando il dolore della separazione dai figli.